Villaggio Rouaghin

Realizzare qualcosa nei villaggi nella savana è una tra le esperienze più emozionanti che un volontario possa provare.
Noi abbiamo conosciuto il villaggio di Rouaghin, a circa 60km a nord-est della capitale, nel 2008 in occasione di una delle rappresentazioni del progetto “Teatrando“. Per la precisione era l’ultima delle 40 rappresentazioni perchè Lambert, il responsabile della compagnia teatrale “La Parole” di Ouagadougou nostro partner nel progetto, voleva che in quel villaggio dove lui era nato si concludesse una grande esperienza e si coronasse una storia di successo che ci aveva portato a contatto con più di 40.000 ragazzi.
Quando siamo arrivati al villaggio con la nostra Toyota, il pulmino dei teatranti era già arrivato e già avevano montato la “scenografia”.
Ad aspettarci c’era già un folto gruppo di donne intente a ballare il loro ballo tipico di benvenuto, un ballo dove simulano una strana lotta fatta a colpi di “fondo schiena”.
A attenderci sotto le stuoie che riparavano da un sole impietoso e con i vestiti più belli c’erano anche i saggi del villaggio compresi tre capi villaggio: quello di Rouaghin e di due villaggi limitrofi.

E’ proprio durante i convenevoli di rito con i capi villaggio e dopo aver bevuto le birre fatte con miglio (biancastra) e sorgo (rossa) che ci siamo scambiati una promessa reciproca: noi “nasara” (cioè “uomini bianchi”) avremmo adottato il villaggio cercando di portare negli anni il nostro aiuto e loro ci avrebbero accolto tra loro come se sempre fossimo cresciuti e vissuti li.
Ricordo che in quell’occasione abbiamo promesso molte cose e che questo ci creava una grande ansia per riuscire a fare quanto promesso.

Sono passati alcuni anni ed un pò alla volta, grazie all’impegno di molti altri benefattori che hanno creduto in questo progetto, abiamo realizzato quanto promesso che abbiamo scoperto essere anche l’indispensabile per un villaggio nella savana: una motopompa per irrigare gli orti, un mulino per le granaglie, un pozzo per l’acqua da bere.
Sono tanti gli aneddoti che potrei raccontare, ma ne riporto uno per tutti: quando nel 2009 abbiamo installato il mulino ed abbiamo promesso per l’anno successivo il pozzo, uno dei capi villaggi, sicuramente il più vecchio e malandato, mi ha preso la testa fra le mani e baciandomi tre volte allo stile africano mi ha detto “ora che ho visto questo posso anche morire felice“.

L’emozione di quel momento era però ancora niente se paragonata alla gioia incontenibile che abbiamo condiviso con loro quando, durante la missione nel novembre del 2010, abbiamo innaugurato il pozzo che, da 48mt di profondità, consente di portare in superficie acqua potabile. Questo eviterà, a tutta la gente del villaggio di Rouaghin e degli altri villaggi vicini, tantissime malattie che derivavano dall’utilizzo di acqua del “barrage” per ovvi motivi molto inquinata.

A parte l’esperienza umana, queste attività su Rouaghin ci hanno permesso di “toccare con mano” una strategia di intervento che è quasi sempre ottimale per lo sviluppo di un villaggio nella savana:

  • salvaguardare la salute delle persone fornendo l’acqua per bere
  • sviluppare l’economia locale principalmente fornendo l’acqua per gli orti
  • affrancare le donne da lavori ripetitivi e stressanti attraverso l’uso collettivo di un mulino per le granaglie
  • aiutare la scolarizzazione

Quest’anno abbiamo deciso di aprire un nuovo progetto che agisce sulla scolarizzazione dei ragazzi migliorando alcuni servizi basilari della scuola lì presente.

Nei prossimi anni replicheremo di sicuro questo progetto in qualche altro villaggio.

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